Leggenda di Perda e Liana

MITI E LEGGENDE

Una leggenda ogliastrina racconta che Perda ‘e Liana, il monumento naturale a forma di tacco nel territorio di Gairo, sia una delle porte dell’inferno. Si mormora anche che nelle notti di luna piena streghe e demoni escano dalle viscere del monte per danzare e indurre in tentazioni gli uomini e le donne che subiscono il fascino delle provocazioni.

Un giorno, a un giovane senza grandi fortune materiali giunse voce che per diventare ricco avrebbe dovuto recarsi sul monte dopo il calar del sole. Circolava infatti nei paesi della zona un proverbio che garantiva “a sa Perda ‘e Liana, su hi heres ti dana” (alla Perda ‘e Liana, ciò che chiedi ti viene dato). Decise quindi di tentare la fortuna e cominciò la sua scalata all’imbrunire. Arrivato in cima, attese fino a tarda notte osservando picchi e vallate circostanti, sino a che a mezzanotte demoni e streghe uscirono dal cuore del massiccio e dettero il via a una danza, macabra e sfrenata. La luna emanava la sua luce lattiginosa, ormai alta nel cielo.

Il ragazzo prese coraggio, si avvicinò ai demoni e chiese loro di poter parlare con il capo della banda infernale. Gli fu indicato un genio, grosso e inquietante, intento a far girare in tondo un asinello carico di monete d’oro. Il diavolo lo osservò, e gli propose di barattare la sua anima pura con il prezioso fardello dell’animale.
Inizialmente, il giovane fu tentato di accettare, ma lo sguardo spietato e il ghigno maligno del demone lo spaventarono al punto che decise di invocare le forze del bene gridando:
“Gesusu, Maria e Giuseppi,
e itte este custa camarada?
Santa Giulia abogada
bogamindi de mesu!”

(Gesù, Maria e Giuseppe,
cos’è questa disgrazia?
Santa Giulia avvocata,
levami da questo pasticcio!”)

Una voragine si aprì risucchiando il chiassoso gruppo di demoni provocatori, e il ragazzo si affrettò a tornare verso casa, senza bottino alcuno ma con l’anima ancora solida e inviolata.